Anziani, lockdown e pandemia

Come cambia l'assistenza


L’emergenza Coronavirus ha messo a dura prova le famiglie italiane.

Tutti noi abbiamo dovuto rivedere le nostre certezze, cambiato le nostre abitudini di vita quotidiana per adattarci alle nuove regole stabilite dal Governo per limitare la diffusione dei contagi.

Non sono mancati i momenti di paura e di incertezza, di preoccupazione per la nostra salute e per quella dei nostri cari, soprattutto delle persone più fragili, come disabili o anziani. Tutelare le categorie a rischio è una priorità non solo dello Stato ma anche di chi si prende cura di persone anziane o con patologie.

Con le nuove limitazioni disposte a seguito dell’impennata dei contagi nella terza ondata, far fronte alle cure e ai bisogni dei pazienti fragili può risultare ancora più difficile, con grande senso di frustrazione e apprensione dei familiari.

Ma come fare, dunque, a gestire l’assistenza durante il lockdown? Ecco alcune informazioni e consigli utili per le badanti e per le famiglie.

Badanti e coronavirus: come cambia il rapporto di lavoro?

Per soddisfare al meglio i bisogni delle persone anziane, molte famiglie in Italia ricorrono all’aiuto delle badanti. Si stima che nel nostro Paese gli assistenti familiari siano più di 1 milione, la maggioranza donne in convivenza, ovvero che "vivono" con l’anziano cui prestano assistenza, occupandosi così non solo delle necessità primarie della persona ma sopperendo anche al senso di solitudine degli anziani e all’isolamento sociale provocati dalla pandemia.

Durante il lockdown, tra coprifuoco, autocertificazioni e divieti di spostamento, sorgono parecchi dubbi su come gestire il rapporto di lavoro con la badante. Tutto improvvisamente cambia, ma il primo pensiero delle famiglie resta quello di garantire la migliore assistenza domestica ai propri cari.

Molti sono i quesiti che i familiari si pongono, tra cui:

Durante l’emergenza sanitaria sarebbe meglio rinunciare alla badante?

Come fare a gestire le ferie e le ore di risposo della badante che convive con l’anziano durante la pandemia?

Quali norme adottare per limitare il rischio di contagio?

E se la badante si rifiutasse di lavorare?

Nel caso in cui la famiglia decidesse di chiedere alla badante di non prestare servizio durante il lockdown, i giorni di assenza andrebbero considerati come permessi retribuiti. Mentre nel caso in cui fosse l’assistente familiare a decidere di non prestare servizio, sarebbe lei stessa a dover chiedere permessi non retribuiti o giorni di ferie, se li ha maturati.

Durante la zona rossa le badanti che convivono con le persone anziane devono attenersi alle disposizioni del Governo e limitare il più possibile gli spostamenti, utilizzando i dispositivi di sicurezza, come mascherine e gel igienizzante, e adottando tutte le precauzioni necessarie a limitare il rischio di contagio.

La famiglia non può in alcun modo chiedere all’assistente domiciliare di non uscire di casa, poiché si tratterebbe di limitazione della libertà personale. In caso di divergenze o davanti a comportamenti che potrebbero mettere in pericolo l’anziano, sarebbe opportuno sospendere il rapporto di lavoro e valutare l’ipotesi di una nuova assunzione.

Sia in caso di licenziamento, sia quando è il collaboratore a decidere di dimettersi, è possibile trovare un accordo tra le due parti e interrompere la collaborazione in anticipo rispetto ai giorni di preavviso concordati.

Covid e assistenza agli anziani: come devono comportarsi le badanti?

Gli assistenti familiari hanno un ruolo importantissimo nella gestione degli anziani durante l’emergenza sanitaria.

Devo accudirli e spesso anche rasserenarli circa gli sviluppi della pandemia, ma soprattutto, devono proteggerli attuando comportamenti civili e responsabili.

Chi assiste un anziano entra in contatto non solo con la persona ma anche con le sue cose e con i suoi oggetti personali, per questo è consigliato di lavarsi spesso le mani e di indossare sempre la mascherina, invitando l’anziano a fare altrettanto.

È inoltre importante pulire accuratamente la casa, soprattutto le superfici più utilizzate, e aprire le finestre in mondo da far arieggiare le stanze.

Nel caso in cui l’anziano dovesse mostrare sintomi lievi, l’assistente dovrà avvisare il medico oppure contattare il numero verde per l’emergenza covid.

Al collaboratore domestico spetta anche il compito di rassicurare l’anziano, spiegandogli cosa sta succedendo e aiutandolo a seguire le norme igieniche anti-contagio.



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